Estratti

In questa sezione trovi alcuni contenuti tratti dal libro.

«Non si può, Kathleen» spiegò Ashlynne in tono comprensivo, ma serio. «Vedi, io sola posso fare la Principessa perché io sono una Principessa.»
«Non è vero!» protestò la piccola amica gesticolando animatamente. «Per essere Principesse bisogna essere figlie del Re, invece tuo padre è solo un falegname!»
«È vero» ammise Ashlynne puntando i suoi occhi verdi in quelli azzurri della piccola amica. «Ma ci sono delle eccezioni. Io sono nata Principessa, Kathleen. E morirò Regina.»

Ashlynne era fuori di sé dalla gioia. Si stava avverando il suo sogno: era entrata nel Palazzo Reale! Subito, con la fantasia, si vide sposa del suo Principe, seduta sul trono, agghindata con raffinati gioielli e attorniata da uno stuolo di servitori.
«Ora» mormorò tra sé «non mi resta che incontrare il mio Principe.»
«Dovrai prima superare le Grandi Prove» la ammonì la madre che aveva udito le sue parole.
«Le Grandi Prove? Cosa sono?»
«Sono imprese ardue che dovrai affrontare e superare da sola.»

Improvvisamente, Ashlynne si ricordò degli avvertimenti della madre: Dovrai mantenere la Fiaccola sempre accesa.
Guardò la Fiaccola: pur minacciata dal forte vento, ardeva ancora, ma doveva ripararla in qualche modo o prima o poi si sarebbe spenta.
Pensò con orrore a cosa sarebbe successo se la barca si fosse rovesciata, ma scacciò subito quel terribile pensiero.

Intanto, lo scroscio della cascata si faceva sempre più vicino e minaccioso. La fanciulla calcolò mentalmente quanto le rimaneva prima di arrivare all’abisso: non più di tre o quattro minuti.
Cosa poteva fare in così poco tempo?
Si sentì perduta e per un attimo pensò di rinunciare alla lotta e di lasciarsi andare. Le forze erano impari: non sarebbe mai riuscita in un’impresa così ardua.

«Dove mi trovo?» domandò Ashlynne a un’anziana donna del borgo in cui era arrivata dopo diversi giorni di cammino.
«Nel villaggio di Töliens, ai piedi della Montagna della Paura.»
«La Montagna della Paura!» esclamò sorpresa e soddisfatta la fanciulla. «Allora sono giunta a destinazione!»
«Dipende da qual è la tua meta.»
«La Montagna della Paura.»
«Mmm… È un luogo aspro, brullo e inospitale. Cosa ci va a fare una delicata fanciulla come te in un posto del genere?»
«Devo incontrare il mio Principe.»

Ad un tratto, la fanciulla scorse in lontananza due cavalieri, uno dei quali montava un superbo destriero. I sontuosi abiti dell’uomo e i preziosi finimenti dell’animale su cui spiccava uno stemma reale, non lasciavano dubbi: si trattava sicuramente di un Principe e del suo fidato scudiero. Ashlynne sentì il cuore sobbalzare.
Si stava compiendo il suo destino?

«La fanciulla che vi propongo ha trascorso con me molto tempo. Certo, non è diventata nobile per questo, ma ha imparato le buone maniere che, unite alle sue doti naturali, fanno di lei la sposa ideale per voi.»
«Milady» ribatté Vaughan osservando Ashlynne con occhio lascivo. «La fanciulla è davvero graziosa e soave. Ma date le sue origini, dovrei almeno conoscerla un po’ di più prima di decidere.»

«Come mai da queste parti?» chiese Gruffydd offrendole una coscia rosolata e croccante.
«Lady Muireann mi ha promessa in sposa al Principe Vaughan.»
«Ah! Dunque eravate voi la sposa perfetta.»
«Già. Ma io non lo sapevo.»
«Non ve l’aveva detto?»
«No. Perciò sono fuggita.»
«Oh, dunque non diventerete una Principessa?»
«Oh sì, ma non a fianco di Vaughan.»
«Ah no? E a fianco di chi?»
«Del mio Principe. Quello che amerò perdutamente e che mi amerà perdutamente.»

Tornò col pensiero al suo ultimo incontro con Gruffydd e si chiese, ancora una volta, che cosa lo avesse spinto a lasciarla in quel modo. Eppure i suoi sentimenti sembravano puri e le sue parole assolutamente sincere. Cercò di ricordare i bei momenti vissuti, ma la tristezza e la desolazione erano talmente forti che presero il sopravvento.
«Dove sei, amore mio? Perché te ne sei andato? Cos’è accaduto che ti ha separato da me? Perché mi hai abbandonata?» continuò a chiedersi senza trovare risposte. Poi, non poté più pensarci.

«Figlia mia» le disse la madre guardandola negli occhi con infinita dolcezza. «Hai conosciuto il mondo, è vero, ma non hai superato tutte le prove. Devi ancora affrontare la più difficile: il Drago delle Tenebre.»

Estrasse il medaglione dalla sacca di lana con le mani tremanti e lo consegnò al più alto dei due manigoldi. Questi lo osservò attentamente al lume di un tizzone preso dal camino acceso, poi fece segno all’altro che poteva andare bene.
A quel punto la fanciulla pensò di aver soddisfatto ogni loro desiderio.
Ma si sbagliava.
C’era ancora una cosa che poteva offrire a quei lestofanti.
La più preziosa.
Quella che ogni donna conserva gelosamente per l’uomo che ama con tutta se stessa.

«Mamma, sei pronta?» chiese Alîphien finendo di allacciarsi la pregiata cintura di cuoio che aveva trovato nella sacca damascata. «La carrozza è arrivata!»
«Eccomi!»
Ashlynne uscì dalla camera indossando i sontuosi abiti che Gruffydd le aveva fatto consegnare tramite il suo messaggero.
«Oh!» esclamò il bambino sinceramente meravigliato. «Come sei bella, mamma! Sembri una Principessa!»
«Alîphien, io sono una Principessa! Lo sono sempre stata!»
«Allora, anch’io sono un Principe!»
«Certo!»
«Ma non abbiamo un castello e nemmeno carrozze o servitori.»
«Oh, poco importa. Quel che conta è lo spirito. Un uomo o una donna sono davvero Principi o Principesse solo se ne hanno lo spirito. Devono sentirselo dentro.»
Ashlynne fissò il suo sguardo in quello di Gruffydd. Anche se era diventato un Re, era tornato ad essere il suo Principe.
E come aveva dichiarato quando giocava con Kathleen, ora sarebbe diventata Regina.
La Regina Ashlynne.