Petra

È la protagonista del romanzo. Bionda, con gli occhi grigio-azzurri, nasce a Brest alla fine del XII secolo. È dotata di poteri medianici che usa per aiutare i più bisognosi. Tuttavia, non è infallibile. In questo senso si potrebbe definire un’antieroina poiché mantiene intatta tutta la sua umanità, per sua natura fallace. Le sue visioni e premonizioni talvolta non sono chiare neppure a lei. È soggetta all’umore della gente, la quale o la ama o la teme. Per questo è molto schiva, a volte chiusa, spesso diffidente. Petra, in quanto dotata di poteri oscuri, viene percepita dalla popolazione come misteriosa, perciò pericolosa e apportatrice di disgrazie. Oppure, al contrario, benedetta dal cielo, capace di operare straordinari prodigi e per questo ricercata stimata e addirittura venerata. È altruista, generosa, raramente pensa a sé stessa e comunque mai in termini di tornaconto personale. Ma è anche una donna determinata, volitiva, tenace, in grado di tener testa ai potenti – di cui non teme le ire – siano essi aristocratici o religiosi e di guidare le masse, in quanto dotata anche di viva intelligenza, ingegno e astuzia. All’occorrenza è spietata, ma la sua non è mai una crudeltà gratuita poiché sempre dettata da necessità più importanti, più nobili, oltre che dalle circostanze.