Temi trattati

Attenzione, questa sezione contiene spoilers.
Vengono descritti alcuni fatti, personaggi, eventi o situazioni che possono rovinare la sorpresa e l’attesa del lettore.


Ossessione

Quella dell’Abate Philippe per il demonio è la più evidente in tutto il romanzo. Essa traspare fin dai primi dialoghi con Frère Jean de-la-Croix, in particolare quello nel castello di Amaury in cui quest’ultimo, durante una discussione filosofica tra i due religiosi, uccide Helèna, sua futura sposa e Cerdic, il figlio di lei. L’ossessione di Philippe è molto palese anche in altri momenti, ma diventa lampante nel primo processo a Petra nell’Abbazia di Fontenay e durante l’ultimo, drammatico colloquio con l’esorcista Frère Jean. Ma l’Abate Philippe non è l’unico ad essere preda di ossessioni. Amaury e Granic sono ossessionati da Petra che, per motivi diversi, perseguono ostinatamente. Chrétien de la Salle, invece, è ossessionato dai talismani senza i quali non muove un passo. Nèstore è ossessionato da quello che oggi verrebbe definito carrierismo. Egli è talmente ambizioso che, pur di raggiungere i suoi obiettivi, non si fa scrupolo di ricorrere ad azioni scellerate, come l’omicidio di entrambi i genitori.


Paura

Ho scelto due aforismi che ben si addicono al libro: Il sentimento più forte e più antico dell’animo umano è la paura e la paura più grande è quella dell’ignoto A mio avviso, sono entrambi molto significativi riguardo questo tema che pervade tutto il romanzo e trova nell’Abate Philippe una delle sue vittime più eclatanti. Ma non è l’unica. La paura, infatti, la ritroviamo un po’ dappertutto: oltre all’Abate Philippe, è presente in Helèna, Amaury, Chrétien de la Salle, Cathan, Hultan, il Marchese Radalgiso, Granic, per non parlare della povera gente, la cui ignoranza è la causa prima di certi brutali comportamenti nei confronti di Petra. Tutti, comunque, sono accomunati dalla Paura più grande, come afferma Lovecraft. Quella per l’ignoto.


Superstizione

È uno degli ingredienti base del romanzo, quello di cui tutti i personaggi sono intrisi, a vari livelli, senza distinzione di età, sesso o rango sociale. Risposta irrazionale alla paura dell’ignoto, si potrebbe definire una reazione istintiva, un modo per dare una spiegazione plausibile a fatti o fenomeni oscuri e incomprensibili. Nel XIII secolo, periodo in cui è ambientato il romanzo, le conoscenze scientifiche erano piuttosto limitate. Era facile, quindi, essere superstiziosi e scambiare per malefici alcuni fenomeni naturali inconsueti, come l’eclissi di sole durante la quale muoiono il Langravio Granic e il suo fidato capo guardie Chrétien de la Salle.


Persecuzione

È il tormento che Petra subisce da parte di molti personaggi del romanzo. Nobili arroganti e prepotenti, cortigiani corrotti e compiacenti, religiosi ottusi e dispotici, popolani rozzi e ignoranti, tutti hanno un unico obiettivo: catturare e uccidere Petra. Molti la ritengono apportatrice di sciagure. Per alcuni è posseduta dal demonio. Per altri, invece, rappresenta semplicemente una scomoda presenza, una minaccia al proprio buon nome o ai propri disegni.

Magia

Pur essendo uno dei temi del romanzo, non è quello dominante. I personaggi si muovono in un periodo storico in cui la magia è fortemente presente in quanto è l’unica risposta a certi fenomeni inspiegabili. Tuttavia, essi pensano e agiscono anche senza utilizzarla o usufruirne apertamente. In questo senso, si può dire che nel romanzo l’elemento fantastico non sovrasta gli avvenimenti, rivelando così il carattere dei protagonisti in tutta la loro umanità.

Destino

Molti personaggi, soprattutto Petra, invocano o parlano di destino, inteso come una serie di fatti ineluttabili ai quali non si può sfuggire. In epoca moderna forse è diminuito o comunque cambiato il significato di questo termine o la sua percezione, ma nel contesto storico in cui è ambientato il romanzo è assolutamente naturale.